Un’edizione diversa ma speciale all’insegna della forza del cinema. Niente fans o celebrities hollywoodiane. Solo amore per i veri cinefili e red carpet esclusivo.Si è appena conclusa la 77esima edizione del Festival del Cinema di Venezia e come ogni anno i commentatori si dividono tra le polemiche e feedback positivi. Quest anno però il festival sarà ricordato come la prima edizione dopo una pandemia globale, che contro ogni aspettativa ha voluto portare avanti la sua mission per valorizzare il potere del cinema. Dopo l’acqua alta di Novembre che ha rovinato molte case e attività, e dopo il Covid-19 che ha allontanato migliaia di turisti, Venezia ha resistito fino alla fine. E così ha segnato la storia. Non a caso, il direttore del festival Alberto Barbera ha deciso di presentare come film di pre-apertura, il documentario Molecole di Andrea Segre, girato a Venezia durante il lockdown. In completa sicurezza, Venezia ha così testimoniato che “se le cose si desiderano, si possono fare”, come ha detto la madrina Anna Foglietta in cerimonia di apertura del festival. Grazie a questo linguaggio universale, il cinema ci unisce tutti senza giudizio. E così è stato a Venezia 77.  Non ci sono stati i soliti fans che urlavano alle celebrities hollywoodiane sul red carpet, ma i sorrisi, i pianti e gli applausi post-proiezione degli spettatori in sala hanno segnato questa speciale edizione.

Il film più chiacchierato fin dall’inizio è stato Nomadland, della regista cinese-americana Chloé Zhao, l’unico film a livello hollywoodiano grazie all’attrice premio Oscar Frances Mc Dormand nel ruolo di una donna vedova che decide di vivere in un van in strada aperta. E infatti si è aggiudicato il Leone D’oro per il miglior film. Chloé Zhao è una regista di successo che in soli 5 anni si è guadagnata il posto nei festival più prestigiosi, dal Sundance a Cannes, e quest anno a Venezia. La sua bravura è stata notata anche dagli studi della Marvel, tanto che l’hanno scelta come regista per Gli eterni, in uscita a febbraio 2021. Nomadland è ora un probabile film in corsa agli Oscars 2021. Non ci resta che attendere le nominations e aspettare i futuri eccellenti lavori di Zhao. Insieme alla regista premiata, altre 7 erano le donne in gara a Venezia 77. Un vero traguardo all’insegna della diversità di genere che ogni anno è discussa tra i magazine internazionali. Tra le registe italiane, vi sono Emma Dante con il film Le sorelle Macaluso e Susanna Nichiarelli con Miss Marx. Insieme al cast, le registe sono sbarcate al lido calcando il tappeto rosso tutto al femminile.  Emma Dante in particolare ha voluto trasmettere l’amore per la tradizione, per la famiglia e per Palermo, sua città natale. Il film, tratto da una pièce teatrale in dialetto siciliano vincitrice del Premio Ubu, ha portato a Venezia il calore italiano e il valore della memoria. Tuttavia Emma Dante non si è aggiudicata nessun premio a differenza di sette anni fa con Via Castellana Bandiera.

Tra le eccellenze italiane invece, Favino si è guadagnato la Coppa Volpi come miglior attore per il film PadreNostro. Il film è ambientato negli anni di Piombo ed è ispirato alla storia vera dell’attentato del padre del regista da parte di un commando di terroristi. Claudio Noce ritrae così l’Italia degli anni 70, studiata e raccontata tra giornali e libri di scuola segnando la vita di migliaia di famiglie. Stavolta però Noce racconta questo periodo da un punto di vista di un bambino e sceglie un cast di talenti che riescono a trasmettere diverse emozioni al pubblico presente in sala. E ha fatto colpo, facendo fare doppietta per il miglior attore all’Italia, dopo Luca Marinelli con Martin Eden. Dopo la première del film sono scattate le polemiche, poiché alla proiezione era presente anche Matteo Salvini con la moglie. Favino risponde “noi non l’abbiamo invitato ma ognuno è libero di andare alle proiezioni”. Sta di fatto che il film non è politico né di parte, ma parla di un dramma visto dagli occhi dei bambini. Oltre a Favino, anche il regista ventottenne Pietro Castellitto si è aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura nella sezione Orizzonti con il film I predatori, portando a casa un altro premio a favore dell’Italia.  Uberto Pasolini invece, presente in concorso nella sezione Orizzonti con il film Nowhere Special e dopo il successo a Venezia per la regia con il film Still Life nel 2013, non è riuscito a vincere nessun premio. Tuttavia, Pasolini è riuscito a conquistare il cuore degli spettatori grazie alla tenerezza del piccolo attore di quattro anni nei panni del figlio di un lavavetri che prima di morire, cerca di dare suo figlio in adozione. Un film toccante e curato nella fotografia nei minimi dettagli, tanto da guadagnarsi gli applausi e la standing ovation grazie all’eccellente interpretazione di James Norton. Dopo la prima del film, l’attore britannico ha ringraziato più volte la famiglia del piccolo talento poiché prima di girare il film, ha passato molto tempo con loro per conoscere al meglio il giovane e promettente attore Daniel Lamont.

Tuttavia, il premio al miglior attore nella sezione Orizzonti è andato a Yahya Mahayni protagonista di The Man Who Sold his skin, che riflette sulla situazione dei migranti e sulla mercificazione dell’arte e del corpo. Per quanto riguarda le attrici, senza alcuna discussione la meritata Coppa Volpi è andata a Vanessa Kirby, protagonista di Pieces of A Woman. Il film del regista ungherese ha avuto feedback positivi soprattutto grazie alla bravura degli attori e all’aiuto del produttore Martin Scorsese che ha dato un tocco di classe in più. L’attrice londinese si è presentata al festival con ben due film tra cui The World to come. Il suo successo è dovuto al ruolo della principessa Margareth nella serie The Crown, grazie alla quale si è conquistata la nomination per miglior attrice non protagonista ai prestigiosi Emmy Awards e ai Bafta 2018. Tutti gli occhi puntati su di lei, ora Vanessa Kirby è desiderata da molti registi. Per quanto riguarda i Leoni D’argento per la miglior regia invece, il premio è stato dato a Kiyoshi Kurosawa per ‘Spy no Tsuma’ (Wife of a spy) nella sezione concorso e al famoso regista Lav Diaz, già vincitore di premi a Venezia, per la sezione orizzonti. Applausi unanimi per la regia eccellente del film iraniano in bianco e nero The WasteLand, che si è giudicato il premio al miglior film nella sezione Orizzonti.  La giuria di Venezia 77, tra la quale spicca il nome di Cate Blanchett, ha deciso invece di consegnare il gran premio e premio speciale a Nuevo orden di Michel Franco e Dorogie Tovarichi! (Cari compagni) di Andrei Konchalovsky. Quest’ultimo è ambientato nell’Unione Sovietica degli anni 60, e ritrae le contraddizioni del regime comunista sovietico attraverso dettagli minuziosi in bianco e nero nel formato 4:3. Tra le star presenti e premiate al Lido in questi giorni anche l’attore e produttore Matt Dillon.

Molto discusso è stato invece il film The Disciple dell’indiano Chaitanya Tamhane, ritraente un giovane che per tutto il film cerca di perfezionarsi in quanto cantante di musica classica indiana. C’è chi lo ha giudicato troppo lungo o lento, sebbene costituito da spazi ben studiati che hanno predominato nella scena d’azione. Sta di fatto che tra i produttori esecutivi vi è il premio Oscar Alfonso Cuaròn e il film si è aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura. Tra i più interessanti nella sezione Fuori Concorso, vi sono stati invece il cortometraggio La Voz Humana dei Leoni d’Oro alla Carriera Pedro Almodovar con l’interpretazione dell’attrice Tilda Swinton, One Night in Miami del Premio Oscar Regina King e il documentario Salvatore the shoemaker of dreams del talentuoso regista italiano Luca Guadagnino. Tutti grandi nomi stellari seppur non in concorso a Venezia 77. Il documentario di Guadagnino ha ricevuto numerosi complimenti da parte del pubblico e della stampa poiché ha raccontato la storia del grande calzolaio italiano in maniera strepitosa, grazie anche alle interviste di personalità importanti come Martin Scorsese. In questo modo, Guadagnino ha tradotto in linguaggio visivo il sistema della moda, dell’artigianato e della tradizione familiare italiana in un modo originale e ben organizzato. Pochi volti conosciuti hanno così caratterizzato Venezia 77, edizione speciale e ricca di novità. Tuttavia l’emozione in sala alla fine della cerimonia di chiusura si è sentita fino in fondo. Ora non ci resta che aspettare la prossima edizione e una data fissata già c’è. Dal 1 al 11 settembre il Lido illuminato ci attende ancora, sperando in un futuro migliore.

Cecilia De Pasquale 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *