Anna Foglietta, Cate Blanchett e Tilda Swinton hanno illuminato Venezia 77 sbarcando al Lido con eleganza e professionalità. Quest anno il festival sarà ricordato come “La Mostra Femminile” grazie soprattutto a loro, tre madri e donne di carriera e di successo. Da non dimenticare inoltre che Venezia 77, rimarrà nella storia come l’edizione con più donne registe in concorso (8 su 18 film in gara) tra le quali Chloé Zhao, prima donna a vincere il Leone D’Oro dopo 10 anni. Una vera soddisfazione per l’industria cinematografica e per le giovani donne aspiranti registe. Fin dall’inizio Anna Foglietta, in quanto madrina della 77esima edizione della Mostra cinematografica, ha espresso la sua forte emozione nel portare una grande responsabilità dopo un periodo di buio post Covid19. In cerimonia di chiusura del Festival, la Foglietta ha infatti espresso quanto vedere le persone in sala ridere, piangere ed emozionarsi insieme ad altri, l’abbia toccata immensamente. L’importanza della cultura e della condivisione in sala è fondamentale. Per questo Alberto Barbera, direttore della Mostra Cinematografica, prima dell’inizio della Mostra aveva detto “o il festival si fa in presenza oppure non si fa”. E direi che ci è riuscito benissimo, alla faccia degli altri Festival e di tutte le piattaforme streaming.

Anna Foglietta, classe 1979, ha debuttato come attrice nella serie tv Rai 3 La squadra nei panni dell’agente Anna De Luca. Oltre a recitare in serie tv molto seguite dall’audience italiana, l’attrice romana ha lavorato per alcune produzione teatrali e cinematografiche come Tutta colpa di Freud e Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese. Per quest’ultimo film, Anna Foglietta ha ricevuto la candidatura al David di Donatello, prestigioso premio per il quale era già stata nominata per i film Nessuno mi Può giudicare e Noi e La Giulia. Carismatica, bella e professionale, ha calcato il red carpet di Venezia 77 con tutti look Made In Italy, da Etro a Gucci e Giorgio Armani. Nei diversi abiti da sera, il colore che ha più usato è stato sicuramente il nero, sfoggiato in maniera eccelsa in un completo tailleur, abito in tulle, tutina e abito lungo con scollatura profonda firmato Etro. Elegante e semplice, con il nero non ci si sbaglia mai. Per la cerimonia di chiusura, la Foglietta ha invece optato per un abito scuro di Armani Privé con sfumature di perline rosse, bianche e blu.

L’attrice hollywoodiana Cate Blanchett, quest’ anno nei panni di presidente di giuria alla Mostra Cinematografica, ha invece optato per look più sobri. In quanto giurata e non attrice, la Blanchett ha voluto puntare sulla sostenibilità degli abiti, riciclando degli outfit già utilizzati. In prima serata, Cate Blanchett ha indossato un abito lungo blu brillantinato del designer Esteban Cortazar, già indossato alla premiere del film Carol nel 2015. Questo look sarà poi donato all’asta veneziana attraverso RAD (Red Carpet Advocacy), per favorire delle attività in piena crisi postCovid19 e per aiutare delle organizzazioni umanitarie. Il vestito di Cate in particolare, aiuterà l’organizzazione Facing History, impegnata nell’educazione e nel rispetto contro ogni forma di pregiudizio razziale e bigottismo nelle scuole e UnWomen, progetto che promuove l’educazione e il progresso per le donne di tutto il mondo. Con creatività e classe, Cate Blanchett ha dimostrato in questo modo di essere un’ottima donna da cui trarre ispirazione, all’insegna della sostenibilità ambientale, dell’educazione e del rispetto. Rimarcabile è il top di pizzo colorato di Alexandre Mc Queen indossato dall’attrice con un paio di pantaloni neri alla premiere di Amants, sebbene fosse un look già sfoggiato ai BAFTA 2016, abbinato però ad una gonna nera con piume di marabù. Riciclare i vestiti è sicuramente la giusta moda 2020 post lockdown per risparmiare e salvare l’ambiente. E Cate Blanchett ci ha visto giusto.

Cecilia De Pasquale 

 

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